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Gruppi parrocchiali

Gruppo missionario

Il Gruppo Missionario di Villa Vergano ha avuto origine già all’epoca del parroco don Ludovico Rigamonti ed ha svolto, negli anni, alcune iniziative tese sia alla sensibilizzazione missionaria, sia alla raccolta di fondi a sostegno dell’attività dei missionari della Parrocchia.

Le iniziative realizzate sono state le seguenti:

  • Pesca di beneficenza
  • Mercatino di Natale
  • Vendita torte
  • Banco vendita dei lavori realizzati dal gruppo delle donne di Villa Vergano e anche quelli che ci sono pervenuti dal gruppo delle donne della Parrocchia di don Marco in Brasile
  • Cassetta delle offerte collocata presso il prestinaio di Villa

Le donazioni sono state devolute oltre che a don Marco Bassani, missionario Fidei Donum in Brasile, che è il nostro principale soggetto, a padre Ernesto della Consolata di Bevera, a Corti Angelo e Beatrice quando erano missionari laici in Ciad, a Marialina di Galbiate a sostegno dei progetti in Kenya, a Cristina a sostegno dei progetti in Equador e una piccola donazione ad Angelica per il Mato Grosso.

Abbiamo poi contribuito a varie necessità della Parrocchia: offerta per acquisto organo, vestiti dei chierichetti, impianto microfoni e lavori per il nuovo oratorio.

Ci piace qui ricordare altri missionari che, partendo dalla nostra Parrocchia hanno raggiunto terre di missione: padre Feliciano Milani, passionista, missionario in Messico dall’ottobre 1962 al 13 agosto 1987, giorno in cui rimase vittima in un incidente stradale nei pressi di Acapulco e fratel Giovanni Bassani, missionario del PIME.

Il Gruppo Missionario attuale opera dal 2001 ed ha organizzato anche alcuni incontri formativi nel 2005, tenuti da padre GianFranco della Consolata di Bevera, il quale tiene tuttora incontri di formazione per gli animatori missionari delle parrocchie a livello decanale.
Nel 2010 ha pure organizzato un ciclo di incontri tenuti dal parroco don Roberto, dei quali si riportano qui sotto i riassunti.

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AVVISO IMPORTANTE

Dalle notizie pervenuteci attraverso don Marco Bassani, abbiamo saputo dei fatti gravissimi, avvenuti nella città di Dom Pedro, nel Nord-est del Brasile, a danno di alcuni cittadini della Società Civile Organizzata, tra i quali anche rappresentanti del GRUPPO DELLE PASTORALI SOCIALI di cui è responsabile don Marco, che hanno ricevuto ripetutamente proibizione, anche attraverso violenza fisica,di presenziare alle riunioni del Consiglio Comunale. 
Finché lo scorso  22 Ottobre i leader del Gruppo sono stati anche minacciati di morte da un noto pistolero della zona, invitato in Consiglio Comunale dagli stessi Consiglieri, verso i quali il Gruppo delle  Pastorali Sociali aveva sporto denunce per inadempienza del loro mandato e corruzione per uso privato di denaro pubblico.
L’associazione “Camminando con don Marco”  che sostiene il lavoro del nostro missionario, ha promosso una raccolta firme che invierà alla Segreteria dei Diritti Umani del Governo Brasiliano. 
Sabato e domenica 27-28 novembre corrente alla conclusione delle messe della nostra parrocchia sarà possibile sottoscrivere la petizione; occorre la carta di identità.
Per chi volesse è pure possibile firmare la petizione on-line cliccando qui:  FIRMA.

 

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SINTESI DEGLI INCONTRI DI FORMAZIONE TENUTI DA DON ROBERTO NEL 2010

Primo incontro:    PER VEDERE PIU’ LONTANO

  Lungo i secoli si è ripetuto che quel poco che ci è dato di conoscere con maggior abbondanza non è altro che il frutto del lavoro di chi ci ha preceduto.
Ogni generazione assomiglia ad un piccolo fanciullo che dolcemente si lascia porre sulle spalle del gigante delle generazioni precedenti; l’esperienza altrui ci permette con più sicurezza di vedere più lontano.
Un piccolo libro del 1954 di Jean Danielou vuole rispondere "al bisogno di una spiritualità missionaria, cioè alle preghiere del Cristo per i popoli ancora chiusi al Vangelo".
Il libretto è intitolato appunto: "Il mistero della salvezza delle nazioni" e ci spinge "ad assumere nelle nostre preghiere quei popoli (non cristiani) in modo che esista già, ma nascosto, quel mistero della lode perpetua che sarà manifestato alla fine dei tempi".
Inoltre questa piccola opera ci insegna "a vivere la vita missionaria interiore, come un mistero nascosto che si compie" secondo una volontà divina che a noi sfugge nella sua compiuta totalità. Però ci è dato di parteciparvi attivamente grazie alla chiamata alla fede nel santo battesimo.
La nostra preghiera: "sia fatta la tua volontà" e la nostra umile adesione di testimonianza alla vocazione ricevuta ci avvicinano al compimento di questa volontà divina.
La lode eucaristica di una comunità parrocchiale è all’interno di questa grandiosa realtà che va a compiersi.

 Secondo incontro:  SENZA COMPLESSI D'INFERIORITA'

 Quando uno psicologo ha davanti a sé un paziente che soffre di senso di inadeguatezza con tutto quel che gli casca addosso non può far altro che rinforzarlo facendogli sperimentare i valori e le qualità che non gli mancano.
E’ il medesimo lavoro di un parroco quando la propria comunità va restringendosi "entro i limiti angusti della comunità di cui facciamo parte".
"Vedere il cristianesimo sotto questa luce non è vederlo nelle sue vere prospettive. Il cristianesimo è cattolico per definizione, vale a dire che per definizione abbraccia il mondo: ed una spiritualità cristiana che non sia radicalmente orientata all’edificazione del Corpo Mistico totale non è una spiritualità cattolica. …. è necessario che il nostro cattolicesimo abbracci il mondo e che, sia nella nostra preghiera come nell’orientamento delle nostre curiosità, rispetto a questo argomento abbiamo per limiti i confini del mondo. Se ci comportiamo così, il cristianesimo sarà veramente quell’atmosfera respirabile, quell’aria aperta che deve essere".
Una volta si diceva che i cristiani dovevano uscire dalle sacrestie; credo che oggi chi non è cristiano, se è coerentemente cosciente, di fronte ad una reale testimonianza di una comunità cristiana cattolica, deve sentirsi in una situazione di limite derivante dalla appartenenza ad una realtà pure buona e valida, ma decisamente angusta e limitata rispetto alla preghiera che sale a Dio da una comunità cristiana cosciente e aderente alla volontà di salvezza per tutti i popoli della terra.

 Terzo incontro:   LE VIE DELL’ORGOGLIIO SONNO INFINITE

 A proposito del peccato originale si parla, non a caso, di orgoglio consumato.
Eccessiva stima di sé, dunque. E poco o nessuna degli altri. In particolare di Dio. Si è persa la fiducia nella Sua parola e allunga aumenta a dismisura in noi l’immaginazione e le false speranze di crearci un avvenire glorioso e un futuro che si allunga oltre ogni aspettativa umana.
L’orgoglio, dunque, si ripete indefinitamente lungo tutto l’arco della nostra storia umana. Come per le vicende della torre di Babele l’aspirazione ultima si arrende solo in vista di una società che abbracci l’umanità intera.
Per molti dei nostri contemporanei il globalismo non è altro che orgoglio che si ripresenta sotto queste nuove ed abbaglianti forme.
J. Danièlou, a proposito del penultimo grande atto d’orgoglio che è stato il comunismo mondiale degli anni cinquanta del secolo scorso, così scrive: "è la proiezione nel temporale d’una realtà spirituale, è la laicizzazione della Gerusalemme celeste. Ciò che in fondo costituisce la forza del comunismo è ciò che del cristianesimo conserva; è il fatto di proporre agli uomini lo stesso ideale cristiano, vale a dire l’ideale della comunione dei Santi, l’ideale del Corpo Mistico, di una società in cui tutti gli uomini saranno uniti, ma, nello stesso tempo – ed è ciò che soddisfa l’orgoglio umano – dando all’uomo il senso che tocca a lui attuare tale unità e che non deve attenderla da Dio".
Entrando oggi nei grandi centri commerciali è difficile sfuggire al cappio avvincente di questa medesima sensibilità.



 

 APPROFONDIMENTI:

Visitate il sito internet dell’Associazione Camminando con don Marco, ci sono anche le foto e molti argomenti interessanti:   www.camminandocondonmarco.it


Segnaliamo un sito dedicato ad Alex Zanotelli, missionario comboniano già direttore di Nigrizia, con i suoi scritti molto interessanti. Visita il sito se vuoi sapere di più anche su di lui:

PROVOCAZIONI DI ALEX ZANOTELLI – I SUOI ARTICOLI
http://digilander.libero.it/giovaniemissione/alex.htm

I SUOI LIBRI
http://www.ibs.it/libri/zanotelli+alex/libri+di+zanotelli+alex.html


Molto interessante è anche l’attività del SERMIG (Servizio Missionario Giovani di Torino). Visita il sito
http://www.sermig.org

Ci è caro ricordare monsignor Oscar Romero vescovo di San Salvador nel trentesimo anniversario del suo martirio, riportando qui di seguito un articolo di Alberto Vitali:

Romero, pastore di agnelli e lupi

 Alberto Vitali - Sacerdote, coordinatore europeo dei Gruppi Oscar Romero

Il brano è tratto dall'introduzione al volume di Alberto Vitali, Oscar A. Romero. Pastore di agnelli e lupi (Paoline 2010), uscito a marzo in occasione del 30° anniversario dell'uccisione del vescovo di San Salvador.

"La Chiesa ha una buona notizia da annunziare ai poveri. Quelli che da secoli hanno ascoltato cattive notizie e hanno vissuto le peggiori realtà, stanno ascoltando ora, attraverso la Chiesa, la parola di Gesù: "Il regno di Dio si avvicina", "Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio". E da ciò ha anche una Buona Notizia da annunziare ai ricchi: che si convertano al povero, per condividere con lui i beni del Regno".
Queste parole, pronunziate da monsignor Oscar Arnulfo Romero all'Università di Lovanio (Belgio) il 2 febbraio 1980, un mese prima del suo martirio, riassumono bene il punto di arrivo e il lascito della sua esperienza pastorale. Nato e cresciuto in una realtà fortemente polarizzata tra pochi ricchi e la maggioranza impoverita e oppressa, Romero aveva condiviso l'idea, comunemente diffusa in ambito ecclesiale, secondo cui per essere un buon pastore bisogna "farsi tutto a tutti" (1Cor 9,22): non nel senso più autenticamente paolino, ma in quello di un accompagnamento pastorale sostanzialmente acritico dell'ingiustizia strutturale e accondiscendente nei confronti di quanti ne beneficiano.
Per questo, per alcuni anni si era mostrato infastidito dalle posizioni che la sua stessa Chiesa stava assumendo per realizzare le intuizioni della Conferenza di Medellín e ancor più sospettoso nei confronti della Teologia della liberazione. Quando, però, il ministero lo portò a incontrare la tragica realtà del suo popolo e comprese che il paternalismo nei confronti dei poveri e, ancor più, i consueti tiepidi inviti rivolti ai ricchi non erano sufficienti a soddisfare il mandato evangelico, capì di essere giunto a un bivio: doveva cambiare per non cambiare; cambiare cioè nella prassi per mantenersi fedele a quel Dio che l'aveva costituito pastore.
Questo però non comportò una semplice scelta di campo, a favore degli uni e contro altri. Anzi, quanto più si radicalizzava in lui l'opzione per i poveri - pastoralmente sostenuta dalle scelte dei suoi preti, religiose, comunità di base e teologicamente maturata con l'aiuto dei gesuiti Ignacio Ellacuría e Jon Sobrino - tanto più si faceva chiara la gravità della situazione morale in cui versavano i ricchi e la necessità di pronunziare una parola di salvezza anche per loro. Nella logica paradossale del Vangelo, infatti, la conversione è un appello rivolto anche e soprattutto ai servi di mammona (cfr Mt 6,24).
Romero capì allora che l'amore assume toni e posizioni diverse secondo il destinatario delle sue attenzioni e accettò di andare incontro anche ai ricchi, con una parola di condanna del loro peccato, ma che gli schiudesse una possibilità di riscatto. Pur consapevole che la sua San Salvador non era la Gubbio di Francesco, perché se a volte i lupi si ammansiscono, molto più spesso sbranano. Intuì che l'ultimo insegnamento del Maestro sulla croce superava tutti i precedenti: "Non c'è amore più grande di dare la vita anche per i propri nemici".
Nel frattempo la situazione è cambiata: in peggio. Dall'inizio del nuovo millennio, infatti, i numeri della fame sono cresciuti in modo esponenziale: il Rapporto Fao 2009 parla ormai di 1 miliardo e 20 milioni di persone affamate, una su sei nel mondo; mentre già oggi 1,3 miliardi di individui non hanno accesso all'acqua potabile, con la conseguente scia di malattie, a cominciare dalla diarrea: vera sterminatrice di bambini. Non è necessario quindi essere indovini o grandi analisti per capire come questo inasprirà i conflitti esistenti e ne provocherà di nuovi, intensificando il fenomeno delle migrazioni, a cui le società del benessere - rinchiuse a difesa dei propri privilegi - reagiranno con nuove forme di repressione.
Per questo è necessario e urgente che i cristiani sappiano raccogliere il lascito di Romero: solo una Chiesa capace di fare una scelta radicale a favore dei poveri e che abbia il coraggio di denunciare, senza censure né retro-pensieri, tanto l'ingiustizia strutturale quanto i singoli interessi di parte, può sperare di salvare, assieme al gregge, anche i lupi che gli girano attorno.

Popoli – Marzo 2010

Ultimo aggiornamento (Lunedì 22 Novembre 2010 12:10)

 

Gruppi Coretto

"L'unione tra le parole e il canto deve essere talmente stretta

che la poesia deve sembrare essere scritta sulla musica,

non meno che la musica sulla poesia"


Christoph Willibald Gluck

E’ difficile trovare delle giuste parole per descriverci perché siamo un gruppo di ragazzi e ragazze, bambine e bambini tanto diversi, come i suoni delle note musicali che insieme però formano una dolce melodia. Non abbiamo delle regole precise ed accogliamo tutti quelli che hanno voglia di dedicare parte del loro tempo ad imparare delle semplici canzoni. Animiamo la S. messa della domenica alle ore 10.30.
 
Sappiamo cantare ed anche stonare e non perdiamo mai la voglia di improvvisare e di provare qualche nuova canzone. Gli strumenti che ci accompagnano in queste nostre avventure sono il pianoforte, le chitarre e qualche volta ci dilettiamo anche con bonghi, cembali, mani....

 
Da giovedì 6 settembre riprendono le prove di canto: dalle ore 20.30 alle 21.15 in oratorio.

Durante le prove di canto inizieranno anche i preparativi per lo spettacolo di Natale!

IMPEGNI:                                                                                                                                                                                                                                                                      Domenica 23 settembre, ore 16: Battesimo

 

Ultimo aggiornamento (Martedì 18 Settembre 2012 12:25)

 
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